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21-03-2008, STAMPA, ALESSANDRIA, pag.68
21-03-2008, STAMPA, ALESSANDRIA, pag.69

Il videoclip di Povia e Baccini


Il videoclip di Povia e Baccini Moleto. I cantautori truccati come Don Camillo e Peppone hanno terminato ieri le riprese di ''Uniti'', polemico filmato Entierro In Monferrato un rito d'epoca molto remota


OTTIGLIO

 

Cortili, bar, cantine e tufo delle colline monferrine, come set per un filmato «di protesta». Moleto, già casa del jazz, da ieri infatti è anche suolo e sfondo in un videoclip che avrà diffusione nazionale. S’intitola «Uniti», protagonisti i cantautori Francesco Baccini e Povia (che di nome fa Giuseppe). «uniti» è anche la canzone che avevano scritto per l’ultimo Festival di Sanremo, ma che non è stata accettata. La regia del video è dell’astigiano Beppe Verlotta, la produzione di Angelo Carrara. L’ultimo «ciak» di «Uniti» è scattato ieri sera: il video uscirà la prossima settimana. Sulle note della canzone bocciata a Sanremo, il filmato riproduce una sorta di rivisitazione delle vicende che hanno avuto come protagonisti due grandi personaggi, Peppone e don Camillo. Moleto è un po’ ciò che fu Brescello nella storica saga cinematografica. Baccini-Peppone così si presentava ieri sul set: baffi, giacca di velluto e cappello marrone con fazzoletto rosso al collo; Povia-don Camillo, in tonaca tradizionale, i capelli lunghi raccolti sotto il nero tricorno. Entrambi affabili, divertiti nel recitare, ma decisi nelle loro affernazioni: ««’’Uniti’’ è un lavoro che non solo esprime la nostra amarezza - hanno detto -, ma è rivolto a tutti gli autori di canzoni esclusi da qualsivoglia palcoscenico solo perché scrivono e compongono in autonomia, per un pubblico che ancora ce la fa a pensare». Viene logico chiedere il perchè dell’esclusione. La risposta non si fa certamante attendere. «E’ stato a causa della ‘’tornacontocrazia’’ - sostengono i due -, termine che abbiamo coniato per raccontare lo strapotere delle lobby nel panorama nazionale della musica, esercitato solo per un proprio tornaconto economico. Quel termine si ritrova anche nel brano». «E’ questa tornacontocrazia - si legge infatti nel testo - che ha rovinato tutto e che ha ucciso l’autenticità di ogni progetto; l’abbiamo persa la guerra contro il male, salviamo il salvabile: il nostro cuore». E ancora: «Ce l’hanno tolta certi acculturati la grande forza dei significati, che è la semplicità». La semplicità e la bellezza del luogo, sono fra le ragioni che hanno fatto scegliere Moleto per girare il videoclip. «Guardiamoci attorno, è un paradiso. Un posto incontaminato. Un borgo sospeso dove il tempo sembra essersi fermato. Ma qui, qualcuno sa dirci in che secolo siamo?». L’hanno domandato alla gente Baccini e Povia. Moleto è stato scelto per il film anche grazie all’amicizia fra il regista Beppe Varlotta e il titolare francese del complesso Cave di Moleto, Bernard Glénat, fra l’altro una delle comparse nel videoclip. Infine i due cantautori hanno spiegato: «Nel videoclip si capisce che vogliamo che la musica diventi indipendente, che sia una legge a proteggere la musica, come accade per il cinema. Non si capisce, per esempio, perché un film porno rientri nella sfera cosiddetta ‘’culturale’’, mentre una canzone di De André deve restarne fuori».
Come comparse hanno preso parte al filmato attori come Ileana Spalla e Alice Tartara e qualche componente del gruppo musicale Sunadur dal Ravi e della Compagnia teatrale fubinese.