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 "Undicimila Verbi"
"Rassegna di letteratura, storia, arte, cinema, teatro... patafisica"
tra le colline del Monferrato, Ottiglio, Moleto, Villa Celoria e il suo Labirinto

Con la partecipazione di
Andrea Amaducci, Andrea Bruni, Giorgia Cassini, Valerio Castronovo, Stanley Chapman, Bernard Glenat, Enrico Colombotto Rosso,
Armando Massarenti, Lorenzo Mazzoni, Marina Mojana, Klaus G. Renner, Giuseppe Varlotta, Marco Zatterin


A cura di Roberto Coaloa

Foto Bernard Glenat

Les soirées di Undicimila Verbi stagioni  2008-2011

 

Venerdì 16 Dicembre 2011    Ore 21:30 nella stalla delle Cave di Moleto

 

Risorgimento e Pittura
 

Ezio Gribaudo

 

Nell’ambito della rassegna «Undicimila Verbi», l’artista torinese Ezio Gribaudo converserà con lo storico Roberto Coaloa sul tema «Risorgimento e pittura.

 

 

Alle Cave di Moleto di Ottiglio Monferrato, venerdì 16 dicembre (alle 21.30), nell’ambito della rassegna «Undicimila Verbi», l’artista torinese Ezio Gribaudo converserà con lo storico Roberto Coaloa sul tema «Risorgimento e pittura. Arte contemporanea e memoria storica».

 

Tre quadri del noto artista torinese Ezio Gribaudo, di proprietà delle Collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, non sono più visibili al pubblico.

L’artista, nelle tre opere “scomparse”, ha ritratto la “Sollevazione del popolo a Milano”, “Gli impiccati di Belfiore” e “Pier Fortunato Calvi”, riportando à la page gli aspetti simbolici e antropologici della cultura nazional-patriottica.

Le tre tele di Gribaudo sono belle, monumentali, ma sono state danneggiate nel corso di recenti lavori nel museo e poi sono state ritirate negli scantinati. Gribaudo le ha recuperate a sue spese. Ora, dopo la bella esposizione «Il messaggio universale nell’opera risorgimentale di Ezio Gribaudo» alle Fonderie Limone di Moncalieri (23 settembre - 30 novembre 2011), le tre tele sono ritornate al museo ma non sono visibili. Ovvia, quindi, l’irritazione di Gribaudo.

Una storia incredibile, che l’artista, nella cornice di Moleto, affiancato dal sottoscritto e da alcuni critici d’arte, cercherà di illustrare nella sua surreale attualità. Sarà l’occasione anche per misurare il polso all’arte contemporanea italiana, per comprendere chi sono oggi i massimi interpreti nel Bel Paese della pittura, per sapere infine che ruolo hanno, in questo momento di crisi economica, i musei nazionali nella conservazione delle opere. Oggi, pare, che oltre a non essere più i committenti dell’arte, i musei “de Noantri”, rispetto a quelli europei e americani, non siano più in grado di garantire la minima conservazione delle opere depositate. Il caso di Gribaudo è esemplare. Per questo la serata di Moleto si preannuncia interessante e provocatoria.

Negli anni Sessanta l'artista torinese eseguì le tre grandi tele su commissione del Museo del Risorgimento di Torino, in occasione dei cento anni dell'Unità. Ed è come un ulteriore aspetto dei suoi “Teatri della memoria” che il Risorgimento entra nella sua opera: «Appartengo ad una generazione che ancora ne ha sentito l’eco e respirato le atmosfere nei racconti dei propri nonni. Così, quando l’allora direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino Piero Pieri mi propose il tema, accettai con il piacere di incontrare la storia per restituirla tramite il linguaggio interdisciplinare dell’arte visiva».

Infatti, interdisciplinare, perché per Gribaudo, come ha notato la studiosa Silvana Nota: «l’arte è la fusione di molti alfabeti che dialogano tra loro e con l’osservatore chiamato, a sua volta, ad interagire attivamente. L’opera, anche pittorica, esce così dalla sua cornice e diviene installazione, per relazionarsi tra spazio e tempo al respiro della contemporaneità».

Da Moleto cercheremo (Gribaudo, il sottoscritto e un manipolo di amici) di far prendere il volo, per così dire, alle tre opere. Anche la figlia dell’artista torinese, l’editrice Paola Gribaudo, desidera fortemente che le tre tele siano esposte e visibili al pubblico. Il sindaco di Conzano è pronto ad ospitarle nella bellissima Villa Vidua. A Moleto ci sarà anche lui - il sindaco Emanuele Demaria - che al celebre artista e cittadino onorario del paese monferrino, ha sempre mostrato grande attenzione. Ricordiamo che la presenza di Gribaudo a Conzano è documentata dalla scultura del canguro in piazza Australia, visibile dal 1997. Per tutta questa serie di ragioni, non sarebbe una cattiva idea collocare le tre opere di Gribaudo a Villa Vidua: si potrebbe così offrire al turista in visita nel Monferrato un ottimo itinerario dedicato al Risorgimento. Partendo dallo splendido Museo Civico di Casale Monferrato, dove sono conservati preziosi e originali quadri che illustrano l’avventura dell’Unità, si arriverebbe a Villa Vidua di Conzano, che oltre ad essere un apprezzatissimo laboratorio dell’arte contemporanea, potrebbe diventare con l’ausilio di un artista celebre anche un irrinunciabile sito museale dedicato alla Storia del Risorgimento (e non solo al ricordo di uno dei più intrepidi viaggiatori di sempre, il conte Carlo Vidua).

A Casale Monferrato si conserva uno splendido spazio risorgimentale e si respira l’aria del secolo romantico, dai suoi primi vagiti con le grandi tele della dinastia Savoia e dei suoi ministri al quadro di Garibaldi (1866) di Eleuterio Pagliano, unico nel suo genere per la capacità di svelare il lato umano del generale dalla camicia rossa. A Conzano, si potrebbe completare l’itinerario dedicato all’Unità, investendo sulle opere contemporanee che hanno rievocato con gusto teatrale il percorso politico e culturale, spesso doloroso, che portò un secolo e mezzo fa all’Unità. Nei tre quadri di Gribaudo, ad esempio, è crudo e orribile lo spazio in cui penzolano gli impiccati di Belfiore. Vi si legge la lezione di Goya e Bacon. Non solo. Si legge anche la possibilità di redimersi dall’atroce condizione umana. La libertà e il coraggio illustrano magistralmente la tela di “Pier Fortunato Calvi”. Nella “Sollevazione del popolo a Milano”, sono messi in risalto uomini e donne straordinariamente amalgamati nella loro diversità. Tra la folla rivoluzionaria, in mezzo al ferro e al fuoco emergono le figure dei cavalli. Cavalli arditi, che nella carriera del Maestro occuperanno un posto importante.

Oggi, nel ricordo dei centocinquant'anni dell'Unità, come sottolinea il Maestro, dolcemente e non piccato (ma rimane l’offesa all’artista di veder in “cantina” le sue opere, offesa grave per un artista insignito nel 2003 della medaglia d’oro ai benemeriti della Cultura e dell’Arte dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi): «L'arte è vita e non può restare troppo ferma nei luoghi deputati. In particolare queste tematiche sono di grande attualità, dunque possono interagire anche fuori dagli spazi museali per dialogare con la gente e continuare così a raccontare un Risorgimento senza età».

Roberto Coaloa

http://www.ilmonferrato.it/news.php?NEWUUID=9ACA36DF-9E29-4130-8C8B-A8791465A4C5
http://www.ilmonferrato.it/articolo.php?ARTUUID=0EAB4F4E-9701-4E18-AC64-8D822907DA02&MUUID=E6BA8C33-11EB-4E51-BC5D-4BF65C912D62
 

 

 

Ezio Gribaudo

 

Ezio Gribaudo è nato il 10 gennaio 1929 a Torino, dove vive e lavora.

La sua carriera artistica è segnata da un’intensa attività espositiva che dal 1953 a oggi lo ha reso protagonista della scena culturale con importanti personali e collettive in gallerie e musei in Italia e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti alla sua attività creativa ricordiamo nel 1955 il premio alla Biennale dei Giovani di Gorizia, quello alla IX Quadriennale di Roma nel 1965, il Premio alla XXXIII Biennale di Venezia nel 1966 e alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1967. Nel 2003 riceve la medaglia d’oro ai benemeriti della Cultura e dell’Arte dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e il Premio Torino Libera del Centro Pannunzio.

Dal 2005 al 2007 è stato Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e tutt’ora è Presidente Onorario.

Oltre ad essere uno dei più interessanti artisti italiani contemporanei, Ezio Gribaudo è anche uno dei più affascinanti personaggi legati al mondo dell’arte e della cultura tout-court: un editore d’arte, un grande collezionista, un instancabile e incisivo radiografo della cultura novecentesca. Il più delle volte, nelle numerose pubblicazioni dedicate a Ezio Gribaudo nel corso del tempo, i vari aspetti di questa personalità poliedrica e complessa sono emersi individualmente.

Le sue opere più conosciute sono i Logogrifi, rilievi su carta buvard bianco su bianco che gli hanno dato la notorietà, ma Gribaudo è uno sperimentatore e ha sempre alimentato il suo lavoro anche attraverso l’incontro con culture diverse. Molte sue opere sono appunti di viaggio in cui coesistono tradizione e avanguardia. La carta, la iuta, i flani tipografici, gli acquarelli ed i collages manipolati e fusi nel colore, sono il mezzo per una rappresentazione di immagini di diario di viaggio, fissate a caldo o interpretate con la memoria.

 

http://www.arsvalue.com/webapp/artista/12794571/ezio-gribaudo.aspx
http://www.skartmagazine.com/index.php?option=com_content&view=article&id=264:il-messaggio-universale-nellopera-risorgimentale-di-ezio-gribaudo-&catid=82
http://www.youtube.com/watch?v=fLXDob0J86A

 




Roberto Coaloa
 

 

Roberto Coaloa, nasce a Casale Monferrato nel 1971. Scrive, recensisce chi scrive, insegna a chi voglia imparare a scrivere: storico, professore, giornalista, autore di numerosi saggi di approfondimento storico, nonché violinista amante di Chopin, Roberto Coaloa si definisce, per l'appunto, un "ozioso affaccendato", il Flâneur del Monferrato patafisico. 

Storico, insegna all'Università statale di Milano. È giornalista a "IlSole-24Ore". Specializzato in storia dell'Ottocento e d'inizio Novecento, ha compiuto i propri studi nelle università di Milano, Heidelberg, Città del Messico e Aix-en-Provence, dove ha conseguito il « Diplôme européen d'Histoire des Idées et des Doctrines Politiques » alla Faculté de droit et des sciences politiques d'Aix-Marseille

Alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Milano, nel corso di Laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, ha attivato un laboratorio di scrittura: "La storia e la memoria come scriverne sui giornali", che è diventato anche un blog: CoaloaLab All’Università Orientale di Napoli, è docente alla Summer School “L’impresa culturale nel Mediterraneo” per la creazione di eventi, promozione e sviluppo del marketing nel territorio mediterraneo. 

Dal 2002 scrive per le pagine culturali del "IlSole-24Ore", occupandosi di storia, in particolare del Risorgimento e della Prima guerra mondiale.

 

Ha pubblicato i saggi: 

Gli uomini che fecero l’impresa. Soldati e volontari dell’«altro Piemonte» tra il 1848 e il 1870 (2010), Da Plombières alla Seconda guerra d'indipendenza. Il rapporto tra Napoleone III e Vittorio Emanuele II, corrispondenze e antagonismi (2009), Carlo Vidua e l’Egitto (2009), Dall’idea di un regno dell’alta Italia alla guerra nazionale per un’Italia libera. Il ruolo dei volontari nella prima e seconda guerra d’indipendenza (2009), La storiografia del Settecento e dell'Ottocento sulla questione colombiana (2009), La classe politica dell’«altro Piemonte» alla vigilia dell'Unità d'Italia. Giovanni Lanza, Filippo Mellana e Urbano Rattazzi (2008), Luigi Leardi, la classe politica dell’altro Piemonte e la nascita del primo Istituto Tecnico d’Italia (2008), "L'altro Tolstoj" (2007), Giornalismo, propaganda e censura nella Prima guerra mondiale (2006), Alexander von Humboldt, un viajero del siglo XIX (2003), Carlo Vidua, un romantico atipico (2003), Carlo Vidua e Alexis de Tocqueville. Il viaggio nell'America della democrazia (2002), Carlo Evasio Soliva e il giudizio sull'opera dei contemporanei (2001), Le ricerche su Cristoforo Colombo (2001), In viaggio con Carlo Vidua (1997), Le projet de paix perpétuelle de l'abbé de Saint-Pierre (1993).

 

In uscita la biografia sull'ultimo imperatore dell'Austria-Ungheria, Carlo d'Asburgo.

 

http://coaloalab.splinder.com/
http://www.salonelibro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=665:roberto-coaloa&catid=63:c

http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1359193053&DocRulesView=Libero&chId=30

http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842085744

http://www.lacarmelinaedizioni.it/autori/coaloa-roberto.html

 

 

In programma 2020

 

"Onze mille verbes, cent virgules"

"AproPOLLINAIRE"

 

Stanley Chapman

Klaus Renner
 

 Roberto Coaloa
 

 

 

Qui êtes-vous pour juger du "sérieux" de la Pataphysique?
Che ardire avete nel contestare la serietà della Patafisica?

 

Le pataphysicien accepte tout sans jugement de valeur. Il considère que tout l'informe sur la Pataphysique du monde. II sait que le regard qu'il porte sur le monde n'est qu'un effet miroir.

Aussi est-il humble devant l'univers mais non pour autant pessimiste. Au contraire, le pataphysicien est en lui-même joyeusement imperturbable.

Le pataphysicien fait partie de la Pataphysique et cela le réjouit au plus haut point: car il sait qu'il lui reste beaucoup à découvrir. La Pataphysique est surabondance du réel et non pas absence du réel comme aiment le croire et le faire croire certains psychanalystes.

La perception du pataphysicien est, en regard de la Pataphysique, ouverte au multiple, au différent, à l'étonnant, à l'aberrant et la Pataphysique appliquée devient, du coup, la «science des solutions imaginaires».

 

Il patafisico accetta tutto senza giudicare nessun valore. Considera che il tutto è l'informazione sulla Patafisica del mondo. E cosciente che la sua visione sul mondo ha unicamente un effetto specchio.

 

Stanley Chapman
 

Stanley Chapman 15 Settembre 1925 - 26 Maggio 2009, architetto, designer, traduttore e Scrittore. Viveva a Londra. Fondatore del National Theatre of London, faceva parte della Lewis Carroll Society, Fondatore dal Outrapo (Ouvroir de Tragi-comédie Potentielle), Co-fondatore dal Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle), Vice-Rogateur du Collège de `Pataphysique, Regent (Direttore) del London Institute of `Pataphysics. Pubblicazioni (Scelta) onze mille verbes, cent virgules (1969), Cosmilidin (1998). Tra le sue traduzioni, Boris Vian e Raymond Queneau. 
 

 

Klaus Renner
 

 

 

Klaus G. Renner, nato a Berlino, non vive più a Monaco di Baviera, morirà a Ottiglio Monferrato.  Fondatore di una casa editrice nel 1972. Le pubblicazioni più importanti sono le opere complete in 11 volumi del dadaista Walter Serner (1976 – 1992), le poesie complete in 10 volumi dell' austriaco Hans Carl Artmann (1994), opere di Oskar Pastior, Paul Eluard, René Daumal, Renè Char, Philippe Jaccottet, Guillaume Apollinaire, Paul Scheerbart, Luigi Malerba, Nanni Balestrini, Paul Morand, Carlo M. Cipolla, Alfred Jarry, Leonardo da Vinci, Pierre Henri Cami, Aroldo Marinai, Otto Jägersberg, John Wilmot Earl of Rochester, Max Jacob, Jean Arp, Stanley Chapman, ecc. 

 

Roberto Coaloa - 2008 - Foto Bernard

Roberto Coaloa
 


Roberto Coaloa
, nato a Casale Monferrato, Sabato 6 febbraio 1971, vive sull'asse Milano-Moleto.
Desidera morire nella sua biblioteca, colpito dal crollo di un’opera del visconte François-René de Chateaubriand: le Mémoires d'outre-tombe.
Morirà, quindi, a Moleto, nel 2071, tra il 14 e il 20 febbraio, probabilmente di Venerdì.

Violinista, cantante, fotografo e storico, Roberto Coaloa è anche insegnante, studioso del viaggiatore Carlo Vidua, collaboratore delle pagine culturali de “IlSole-24Ore”, etc.

Roberto Coaloa è un'eccezione legalizzata: poliedrico intellettuale, spirito libero, viaggiatore osservatore, filosofo esteta, al tempo stesso satrapo, reggente e uditore.
Il suo corpo sarà eliotrasportato su uno Zeppelin al Cimetière du Père-Lachaise e sepolto accanto alla tomba del musicista Carlo Evasio Soliva, così, per snobbare l’amato Chopin.
(Curriculum Vitae a cura di Adriana Albertini)

 

 


Il piccolo borgo di Moleto, nel comune di Ottiglio (AL), è un luogo magico del Monferrato, adatto per trovare il tempo di pensare la letteratura, la musica e l’arte. Fuori dal circuito degli eventi culturali dei grandi centri, “Undicimila verbi” è l’occasione per incontrare da vicino scrittori e artisti e discutere - nella calma che sa offrire il Monferrato casalese - con intellettuali del nostro tempo, come Valerio Castronovo, Stanley Chapman, Enrico Colombotto Rosso e Armando Massarenti.
Il titolo della rassegna, ideata e curata da Roberto Coaloa, prende spunto da un’opera di Stanley Chapman stampata da Klaus G. Renner, Onze mille verbes , cent virgules. Elf Tausend Verben / Ein Hundert Virgeln.
Il Tedesco Klaus G. Renner è un editore originario di Berlino, che dal 2000 vive in Monferrato, ad Ottiglio. Lì Renner compone i suoi preziosissimi libri: edizioni pregiate che si trovano nelle biblioteche nazionali di Svizzera e Germania. Sul frontespizio dei libri compare Ottiglio insieme a Zürich. Nel paese monferrino Renner sceglie i caratteri e la carta; stampa l’opera in Svizzera a Sankt Gallen ed effettua la legatura a Berlino. Tra il 1976 e il 1992 ha pubblicato le opere complete del dadaista Walter Serner. Ha stampato inoltre testi rari, in copie numerate, di Guillaume Apollinaire, Paul Eluard e André Breton. In Monferrato sono nate originali idee, come la pubblicazione di opere della “patafisica”: autori come René Daumal, Alain Jadot, Alfred Jarry e Oskar Pastior. L'ideazione d’importanti opere è spesso discussa nella calma di Moleto. Proprio a villa Celoria di Moleto vive dal 2000 Bernard Glènat, un francese cosmopolita che ha trovato nel Monferrato il suo paradiso.
Villa Celoria era appartenuta al senatore Giovanni Celoria (1842-1920), celebre direttore dell’Osservatorio astronomico di Brera, mirabile continuatore, nello spazio infinito delle ricerche e delle indagini astronomiche, dell’opera di Giovanni Schiapparelli e del suo maestro Encke. Celoria fu uno studioso di fama mondiale e, tra le altre cose, fu consigliere comunale e assessore di Milano.
Moleto è ora diventata, grazie all’operosità di Glènat, un centro assai conosciuto tra gli amanti del jazz, che possono ascoltare Antonello Salis, Nando de Luca, Gigi di Gregorio o giovani promesse come
Andy Davies e, ovviamente, gustare il buon vino della zona, al riparo dalla esponenziale proliferazione della bêtise.

Moleto è il punto d'incontro di scrittori, di registi come Mario Monicelli e Beppe Varlotta, di attori come
Ernest Borgnine (nato a Hamden nel Connecticut il 24 gennaio 1917, è di origine piemontese, più precisamente di una famiglia di Ottiglio), Bebo Storti, Felice Andreasi e Caterina Deregibus, di modelle come Valeria Mazza e talenti di Hollywood come Marieke Oudejans.