Risorgimento e Pittura
Ezio Gribaudo
Nell’ambito della rassegna «Undicimila
Verbi», l’artista torinese Ezio Gribaudo converserà con lo storico Roberto
Coaloa sul tema «Risorgimento e pittura.

Alle Cave di Moleto
di Ottiglio Monferrato, venerdì 16 dicembre (alle 21.30), nell’ambito della
rassegna «Undicimila Verbi», l’artista torinese Ezio Gribaudo converserà con
lo storico Roberto Coaloa sul tema «Risorgimento e pittura. Arte
contemporanea e memoria storica».
Tre quadri del
noto artista torinese Ezio Gribaudo, di proprietà delle Collezioni del Museo
Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, non sono più visibili al
pubblico.
L’artista, nelle
tre opere “scomparse”, ha ritratto la “Sollevazione del popolo a Milano”,
“Gli impiccati di Belfiore” e “Pier Fortunato Calvi”, riportando à la
page gli aspetti simbolici e antropologici della cultura
nazional-patriottica.
Le tre tele di
Gribaudo sono belle, monumentali, ma sono state danneggiate nel corso di
recenti lavori nel museo e poi sono state ritirate negli scantinati.
Gribaudo le ha recuperate a sue spese. Ora, dopo la bella esposizione «Il
messaggio universale nell’opera risorgimentale di Ezio Gribaudo» alle
Fonderie Limone di Moncalieri (23 settembre - 30 novembre 2011), le tre tele
sono ritornate al museo ma non sono visibili. Ovvia, quindi, l’irritazione
di Gribaudo.
Una storia
incredibile, che l’artista, nella cornice di Moleto, affiancato dal
sottoscritto e da alcuni critici d’arte, cercherà di illustrare nella sua
surreale attualità. Sarà l’occasione anche per misurare il polso all’arte
contemporanea italiana, per comprendere chi sono oggi i massimi interpreti
nel Bel Paese della pittura, per sapere infine che ruolo hanno, in questo
momento di crisi economica, i musei nazionali nella conservazione delle
opere. Oggi, pare, che oltre a non essere più i committenti dell’arte, i
musei “de Noantri”, rispetto a quelli europei e americani, non siano più in
grado di garantire la minima conservazione delle opere depositate. Il caso
di Gribaudo è esemplare. Per questo la serata di Moleto si preannuncia
interessante e provocatoria.
Negli anni
Sessanta l'artista torinese eseguì le tre grandi tele su commissione del
Museo del Risorgimento di Torino, in occasione dei cento anni dell'Unità. Ed
è come un ulteriore aspetto dei suoi “Teatri della memoria” che il
Risorgimento entra nella sua opera: «Appartengo ad una generazione che
ancora ne ha sentito l’eco e respirato le atmosfere nei racconti dei propri
nonni. Così, quando l’allora direttore del Museo Nazionale del Risorgimento
Italiano di Torino Piero Pieri mi propose il tema, accettai con il piacere
di incontrare la storia per restituirla tramite il linguaggio
interdisciplinare dell’arte visiva».
Infatti,
interdisciplinare, perché per Gribaudo, come ha notato la studiosa Silvana
Nota: «l’arte è la fusione di molti alfabeti che dialogano tra loro e con
l’osservatore chiamato, a sua volta, ad interagire attivamente. L’opera,
anche pittorica, esce così dalla sua cornice e diviene installazione, per
relazionarsi tra spazio e tempo al respiro della contemporaneità».
Da Moleto
cercheremo (Gribaudo, il sottoscritto e un manipolo di amici) di far
prendere il volo, per così dire, alle tre opere. Anche la figlia
dell’artista torinese, l’editrice Paola Gribaudo, desidera fortemente che le
tre tele siano esposte e visibili al pubblico. Il sindaco di Conzano è
pronto ad ospitarle nella bellissima Villa Vidua. A Moleto ci sarà anche lui
- il sindaco Emanuele Demaria - che al celebre artista e cittadino onorario
del paese monferrino, ha sempre mostrato grande attenzione. Ricordiamo che
la presenza di Gribaudo a Conzano è documentata dalla scultura del canguro
in piazza Australia, visibile dal 1997. Per tutta questa serie di ragioni,
non sarebbe una cattiva idea collocare le tre opere di Gribaudo a Villa
Vidua: si potrebbe così offrire al turista in visita nel Monferrato un
ottimo itinerario dedicato al Risorgimento. Partendo dallo splendido Museo
Civico di Casale Monferrato, dove sono conservati preziosi e originali
quadri che illustrano l’avventura dell’Unità, si arriverebbe a Villa Vidua
di Conzano, che oltre ad essere un apprezzatissimo laboratorio dell’arte
contemporanea, potrebbe diventare con l’ausilio di un artista celebre anche
un irrinunciabile sito museale dedicato alla Storia del Risorgimento (e non
solo al ricordo di uno dei più intrepidi viaggiatori di sempre, il conte
Carlo Vidua).
A Casale
Monferrato si conserva uno splendido spazio risorgimentale e si respira
l’aria del secolo romantico, dai suoi primi vagiti con le grandi tele della
dinastia Savoia e dei suoi ministri al quadro di Garibaldi (1866) di
Eleuterio Pagliano, unico nel suo genere per la capacità di svelare il lato
umano del generale dalla camicia rossa. A Conzano, si potrebbe completare
l’itinerario dedicato all’Unità, investendo sulle opere contemporanee che
hanno rievocato con gusto teatrale il percorso politico e culturale, spesso
doloroso, che portò un secolo e mezzo fa all’Unità. Nei tre quadri di
Gribaudo, ad esempio, è crudo e orribile lo spazio in cui penzolano gli
impiccati di Belfiore. Vi si legge la lezione di Goya e Bacon. Non solo. Si
legge anche la possibilità di redimersi dall’atroce condizione umana. La
libertà e il coraggio illustrano magistralmente la tela di “Pier Fortunato
Calvi”. Nella “Sollevazione del popolo a Milano”, sono messi in risalto
uomini e donne straordinariamente amalgamati nella loro diversità. Tra la
folla rivoluzionaria, in mezzo al ferro e al fuoco emergono le figure dei
cavalli. Cavalli arditi, che nella carriera del Maestro occuperanno un posto
importante.
Oggi, nel ricordo
dei centocinquant'anni dell'Unità, come sottolinea il Maestro, dolcemente e
non piccato (ma rimane l’offesa all’artista di veder in “cantina” le sue
opere, offesa grave per un artista insignito nel 2003 della medaglia d’oro
ai benemeriti della Cultura e dell’Arte dal Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi): «L'arte è vita e non può restare troppo ferma nei
luoghi deputati. In particolare queste tematiche sono di grande attualità,
dunque possono interagire anche fuori dagli spazi museali per dialogare con
la gente e continuare così a raccontare un Risorgimento senza età».
Roberto Coaloa
http://www.ilmonferrato.it/news.php?NEWUUID=9ACA36DF-9E29-4130-8C8B-A8791465A4C5
http://www.ilmonferrato.it/articolo.php?ARTUUID=0EAB4F4E-9701-4E18-AC64-8D822907DA02&MUUID=E6BA8C33-11EB-4E51-BC5D-4BF65C912D62
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Ezio Gribaudo |
Ezio
Gribaudo
è nato il 10 gennaio 1929 a Torino, dove vive e lavora.
La sua carriera
artistica è segnata da un’intensa attività espositiva che dal 1953 a oggi lo
ha reso protagonista della scena culturale con importanti personali e
collettive in gallerie e musei in Italia e all’estero. Tra i numerosi
riconoscimenti alla sua attività creativa ricordiamo nel 1955 il premio alla
Biennale dei Giovani di Gorizia, quello alla IX Quadriennale di Roma nel
1965, il Premio alla XXXIII Biennale di Venezia nel 1966 e alla Biennale di
San Paolo del Brasile nel 1967. Nel 2003 riceve la medaglia d’oro ai
benemeriti della Cultura e dell’Arte dal Presidente della Repubblica Carlo
Azeglio Ciampi e il Premio Torino Libera del Centro Pannunzio.
Dal 2005 al 2007 è
stato Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e tutt’ora
è Presidente Onorario.
Oltre ad essere
uno dei più interessanti artisti italiani contemporanei, Ezio Gribaudo è
anche uno dei più affascinanti personaggi legati al mondo dell’arte e della
cultura tout-court: un editore d’arte, un grande collezionista, un
instancabile e incisivo radiografo della cultura novecentesca. Il più delle
volte, nelle numerose pubblicazioni dedicate a Ezio Gribaudo nel corso del
tempo, i vari aspetti di questa personalità poliedrica e complessa sono
emersi individualmente.
Le sue opere più
conosciute sono i Logogrifi, rilievi su carta buvard bianco su bianco che
gli hanno dato la notorietà, ma Gribaudo è uno sperimentatore e ha sempre
alimentato il suo lavoro anche attraverso l’incontro con culture diverse.
Molte sue opere sono appunti di viaggio in cui coesistono tradizione e
avanguardia. La carta, la iuta, i flani tipografici, gli acquarelli ed i
collages manipolati e fusi nel colore, sono il mezzo per una
rappresentazione di immagini di diario di viaggio, fissate a caldo o
interpretate con la memoria.
http://www.arsvalue.com/webapp/artista/12794571/ezio-gribaudo.aspx
http://www.skartmagazine.com/index.php?option=com_content&view=article&id=264:il-messaggio-universale-nellopera-risorgimentale-di-ezio-gribaudo-&catid=82
http://www.youtube.com/watch?v=fLXDob0J86A
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Roberto Coaloa
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Roberto
Coaloa, nasce a Casale
Monferrato nel 1971. Scrive, recensisce chi scrive, insegna a chi voglia
imparare a scrivere: storico, professore, giornalista, autore di numerosi
saggi di approfondimento storico, nonché violinista amante di Chopin,
Roberto Coaloa si definisce, per l'appunto, un "ozioso affaccendato", il
Flâneur del Monferrato patafisico.
Storico, insegna all'Università
statale di Milano. È giornalista a "IlSole-24Ore". Specializzato in storia
dell'Ottocento e d'inizio Novecento, ha compiuto i propri studi nelle
università di Milano, Heidelberg, Città del Messico e Aix-en-Provence, dove
ha conseguito il « Diplôme européen d'Histoire des Idées et des Doctrines
Politiques » alla Faculté de droit et des sciences politiques d'Aix-Marseille
Alla Facoltà di Lettere e Filosofia di
Milano, nel corso di Laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, ha
attivato un laboratorio di scrittura: "La storia e la memoria come scriverne
sui giornali", che è diventato anche un blog: CoaloaLab All’Università
Orientale di Napoli, è docente alla Summer School “L’impresa culturale nel
Mediterraneo” per la creazione di eventi, promozione e sviluppo del
marketing nel territorio mediterraneo.
Dal 2002 scrive per le pagine
culturali del "IlSole-24Ore", occupandosi di storia, in particolare del
Risorgimento e della Prima guerra mondiale.
Ha pubblicato i saggi:
Gli uomini che fecero l’impresa.
Soldati e volontari dell’«altro Piemonte» tra il 1848 e il 1870 (2010), Da
Plombières alla Seconda guerra d'indipendenza. Il rapporto tra Napoleone III
e Vittorio Emanuele II, corrispondenze e antagonismi (2009), Carlo Vidua e
l’Egitto (2009), Dall’idea di un regno dell’alta Italia alla guerra
nazionale per un’Italia libera. Il ruolo dei volontari nella prima e seconda
guerra d’indipendenza (2009), La storiografia del Settecento e
dell'Ottocento sulla questione colombiana (2009), La classe politica
dell’«altro Piemonte» alla vigilia dell'Unità d'Italia. Giovanni Lanza,
Filippo Mellana e Urbano Rattazzi (2008), Luigi Leardi, la classe politica
dell’altro Piemonte e la nascita del primo Istituto Tecnico d’Italia (2008),
"L'altro Tolstoj" (2007), Giornalismo, propaganda e censura nella Prima
guerra mondiale (2006), Alexander von Humboldt, un viajero del siglo XIX
(2003), Carlo Vidua, un romantico atipico (2003), Carlo Vidua e Alexis de
Tocqueville. Il viaggio nell'America della democrazia (2002), Carlo Evasio
Soliva e il giudizio sull'opera dei contemporanei (2001), Le ricerche su
Cristoforo Colombo (2001), In viaggio con Carlo Vidua (1997), Le projet de
paix perpétuelle de l'abbé de Saint-Pierre (1993).
In uscita la biografia sull'ultimo
imperatore dell'Austria-Ungheria, Carlo d'Asburgo.
http://coaloalab.splinder.com/
http://www.salonelibro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=665:roberto-coaloa&catid=63:c
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1359193053&DocRulesView=Libero&chId=30
http://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842085744
http://www.lacarmelinaedizioni.it/autori/coaloa-roberto.html
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